Verulengo tra storia e leggende

Dai primi insediamenti rurali alle cronache ottocentesche, Verulengo custodisce vicende di contadini, pievi e castelli scomparsi. Documenti d’archivio, mappe e fotografie ricostruiscono un paesaggio in bilico tra realtà e mito.

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Foto dell’ipogeo retico a 10 giorni dalla scoperta. Anno 1957.
Early 1900s church facade with period details
Foto d’epoca (1912) della Chiesa dei Santi Angeli Custodi, prima della ricostruzione seguita alla Seconda Guerra Mondiale.
L’ingresso monumentale della Fondazione Biblioteca di Verulengo, in Piazza Maggiore, subito prima dell’inaugurazione.

La storia di Verulengo: Tra antiche radici e misteri contemporanei

Le Origini: Da Methia a Merulengum

Le radici di Verulengo affondano in un passato millenario che risale al V secolo a.C., quando la popolazione dei Reti fondò l’insediamento originario con il nome di Methia. Di questo periodo rimane come testimonianza fondamentale l’Ipogeo Sacro, un complesso sotterraneo che conferma l’importanza spirituale del sito già in epoca preromana. Con l’avvento dei Romani, la cittadina fu ribattezzata Merulengum, nome che si trasformò nei secoli fino all’attuale Verulengo. Solo negli anni ’50, grazie agli scavi dell’archeologo Ludovico D’Orrico (vedi foto a destra), è stato ufficialmente riscoperto il Pantheon Retico, svelando una struttura cultuale unica dove gli antichi dèi locali vennero improvvisamente soppiantati da una divinità straniera.

L’Enigma dei 2.500 Abitanti

Un dato costante e inquietante attraversa l’intera cronologia di Verulengo: nella sua storia, la popolazione non ha mai superato la soglia dei 2.500 abitanti. Ogni volta che la comunità si è avvicinata a questo numero, si sono verificati eventi catastrofici o violenti che hanno drasticamente ridotto il numero dei residenti.

  • Nel 1557, durante il Concilio di Trento, scontri legati alla diffusione del luteranesimo culminarono in un incendio devastante che ridusse la popolazione da 2.480 a 1.675 unità.
  • Nel 1615, una violenta caccia alle streghe portò al rogo oltre cento donne, provocando un nuovo crollo demografico.
  • Nel 1780, un’epidemia sconosciuta falciò i cittadini, lasciando solo 450 superstiti su oltre 2.500 residenti.

Secondo le ricerche esoteriche dell’antiquario Aroldo Facce e le memorie locali, questa “maledizione” sarebbe legata alla presenza nel sottosuolo di una divinità insettiforme definita in alcuni documenti “Figlio della Disperazione”, che avrebbe preso possesso del pantheon cittadino in tempi antichissimi, influenzando negativamente il destino degli abitanti. Ma queste sono, ovviamente, solo dicerie e superstizioni.

La Storia Recente: Un Ventennio di Presagi

Il XXI secolo ha visto Verulengo al centro di fenomeni che hanno scosso profondamente la comunità:

  • 2003-2007: La cittadina fu teatro di una tesa battaglia elettorale tra la famiglia Luschi e i potenti Saracco, segnata dal coma inspiegabile dell’archeologo Giovanni Luschi e da visioni cosiddette soprannaturali legate a quella che alcuni cittadini verulesi usano chiamare “dimensione di Carcosa”, forse sulla base delle narrazioni che ne sono state fatte in passato a partire dai racconti di Robert W. Chambers. Si può trovare tale narrazione in Il deserto di Carcosa.
  • 2009: Verulengo fu colpita da una serie di omicidi rituali, tra cui quello della presidentessa della Biblioteca, Anastasia D’Orrico, culminati nel crollo psicotico e nel sacrificio dello scrittore Cesare Ombroso. Tali eventi sono stati raccontati da Fabrizio Valenza in Il respiro di Brithlow.
  • 2013: Una strana “epidemia di suicidi” associata impropriamente alla Sindrome di Tourette colpì l’area di via Bluesmen (ex via Madonna del Rosario), risolta solo grazie a un intervento esorcistico del parroco Don Lorenzo Remonato (foto a destra). Il parroco era già stato, suo malgrado, co-protagonista della vicenda di Cesare Ombroso.
  • 2015: Una serie di omicidi-suicidi familiari sconvolse il territorio, influenzata da frequenze televisive occulte e messaggi legati surrettiziamente ai miti di Cthulhu, forse per l’influenza di quanto già accaduto in merito allo scontro tra i Luschi e i Saracco.
  • 2022: Un’infestazione di scarafaggi giganti in via Pioppi ha riportato l’attenzione pubblica sui nuovi scavi archeologici che avrebbero risvegliato antichi simulacri. Alcune dicerie e leggende relative a questo fatto increscioso sono state raccontate in Scarafaggi e altri racconti.

Ancora oggi, Verulengo rimane una comunità sospesa tra la modernità della provincia veronese e l’ombra di un passato che sembra non voler mai riposare del tutto.

Woman in green suit reading a book titled 'Kinship Systems of Polynesia' in a wood-paneled study
Ludovico D’Orrico ritratto nel suo studio privato, nell’attuale Fondazione Biblioteca di Verulengo.
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Don Lorenzo Remonato, parroco giovane (39 anni) di Verulengo, seduto su un banco all’interno della sua chiesa. Fotoritratto del 2013.

Verulengo Contemporanea: Sviluppo, Cultura e Vita Sociale

Accanto ai misteri che ne punteggiano il passato, Verulengo ha vissuto una storia fatta di lavoro, impegno civile e trasformazioni urbane che l’hanno resa il centro dinamico che conosciamo oggi.

L’Eredità del Blues: Lewis B. Rock e via Bluesmen

Uno dei pilastri dell’identità culturale verulese è legato alla figura di Luigi Rocchi (1956-1983), noto a livello internazionale come Lewis B. Rock. Cresciuto in paese, Rocchi rivelò nel 1972 un talento straordinario per il blues, aprendo il celebre “Blues Hole” in una cantina di quella che allora era via Madonna del Rosario. Nonostante la sua prematura scomparsa a soli 27 anni, la sua influenza è rimasta così viva che l’amministrazione comunale ha ufficialmente rinominato la strada via Bluesmen, rendendola un punto di pellegrinaggio per gli appassionati del genere e legando per sempre il nome di Verulengo alla musica del cuore e del sangue.

Trasformazioni Economiche: Dalle Acciaierie al Terziario

Il tessuto economico del paese ha subito profondi mutamenti. Per decenni, l’economia locale è stata sostenuta dalle Officine Verulesi, le cui acciaierie rappresentavano la principale fonte di reddito per centinaia di famiglie. La loro chiusura, avvenuta a seguito di complesse vicende di mercato, ha segnato un momento difficile, portando alla dismissione della Zona Artigianale Industriale (Z.A.I.), oggi nota colloquialmente come “La Palude” a causa dei frequenti ristagni del torrente Verno. Tuttavia, la comunità ha saputo reagire riconvertendosi: oggi Verulengo ospita moderni servizi come il Centro Commerciale Gardenia e il rinomato Cinema Nuovo Star, recentemente ristrutturato con tecnologie iMax all’avanguardia.

Servizi e Impegno Civile: Il Centro Medico e lo Sport

La vita civile ha trovato nuovo slancio in importanti opere pubbliche. Nel 2007, grazie anche a una generosa donazione della famiglia Saracco, è stato completato il Centro Medico Unificato “Santo Salvatore”, una struttura fondamentale per la sanità locale. Anche lo sport ha visto traguardi significativi con la costruzione del moderno campo da baseball, voluto per offrire ai giovani alternative ricreative di qualità, sebbene la sua realizzazione sia stata al centro di accesi dibattiti politici.

Cultura e Confronto: La Fondazione Biblioteca

Il cuore pulsante del dibattito intellettuale cittadino è la Fondazione Biblioteca di Verulengo, situata in Piazza Maggiore. Fondata grazie all’impegno di Anastasia D’Orrico, la Biblioteca non è solo un luogo di conservazione per i reperti retici, ma un centro di eventi che spaziano dalle mostre d’arte ai seminari letterari. Celebre è il vivace confronto culturale che si rinnova ogni anno tra le iniziative laiche della Fondazione e quelle della Parrocchia dei Santi Angeli Custodi, guidata da don Lorenzo Remonato, creando una dinamica sociale che anima il centro cittadino durante le festività natalizie e pasquali.

Verulengo oggi si presenta come una cittadina che, pur fiera delle sue radici millenarie, guarda al futuro con una solida rete di servizi, un’identità musicale unica e una comunità partecipe e appassionata.

Le Officine Verulesi di Verulengo.
Le Officine Verulesi nel momento di maggior sviluppo. Foto del 1985.
Abandoned factories ruins, chimneys, overgrown vegetation 2022
Lo stato di abbandono attuale delle ex-Officine Verulesi, all’interno della zona periferica di Verulengo soprannominata oggi “Palude” a motivo del frequente allagamento dovuto all’ingrossamento del torrente Verno.